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Il comune di San Giorgio Canavese appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Storia

San Giorgio si adagia sulle pendici della fascia collinare che chiude a sud l'anfiteatro morenico di Ivrea; il territorio comunale si estende nella vasta piana originata dal torrente Orco. La nascita del borgo è connessa con le vicende della curtis regia alto - medioevale: questa si trova menzionata nelle antiche carte subalpine sin dal IX secolo e oggi la si può localizzare nella frazione di Cortereggio.
Nell'anno 882 Carlo il Grosso donava la cortem regiam canavesana alla Chiesa vercellese, unitamente alle terre dei villaggi pertinenti al suo territorio.
Nei secoli successivi, ulteriori atti di donazione, sia imperiali sia regi, probabilmente più nominali che effettivi, videro il luogo passare alla Chiesa eporediese e all'Abbazia di Fruttuaria.
Nell'ambito della corte regia, il castello detto di San Giorgio svolse, sin dal X secolo, un'importante azione difensiva e accentratrice nei confronti della popolazione locale. Nei primi anni del secolo XI il medesimo castello era oramai divenuto il massimo punto di riferimento per la curtis ovvero per le molte "ville" disseminate sul territorio.
Tale insediamento fortificato nei documenti antichi viene indicato con il termine latino di castrum vicinator.
In lingua italiana può essere tradotto come "castello rurale dei vicini": intendendosi per "vicini" la comunità di uomini liberi abitanti il vicus.
Come è stato giustamente scritto: "Si dovrebbe quindi vedere nel castrum vicinator il nucleo iniziale di quella che viene chiamata la "villa" di San Giorgio o, quanto meno, il punto fortificato della comunità".
Verso la metà del XII secolo il feudo di San Giorgio con le sue pertinenze entra stabilmente in possesso dei conti di Biandrate. La potenza di questi nobili fu messa in crisi allorché il capoluogo del loro distretto, Biandrate nel Novarese, fu distrutto dall'azione congiunta dei comuni di Milano, Novara e Vercelli. Di conseguenza le ambizioni dei conti si rivolsero all'Astigiano e al Canavese: in quest'ultima regione riuscirono a prevalere grazie agli appoggi imperiali e monferrini.
Nei tempi successivi i Biandrate parteciparono, quali protagonisti di primo piano, alle acerrime lotte per le investiture e furono anche presenti alle prime due crociate.
Verso la fine del XIII secolo la discendenza dei conti di Biandrate e del Canavese si divise nei tre rami di San Giorgio, di Foglizzo e di Lusigliè; nonostante tale partizione la casata mantenne un carattere unitario, in quanto tutti gli eredi concorsero a formare il consortile di San Giorgio.
Nel corso del Trecento gli stessi Biandrate, nel tentativo di rafforzare la propria signoria, si appoggiarono ora ai Savoia ora ai Monferrato.
In tale contesto il borgo sangiorgese venne coinvolto nelle guerre canavesane fra le fazioni guelfe e ghibelline.
Un successivo capitolo nella storia del paese è rappresentato dal progressivo affermarsi dell'autonomia comunale: una autonomia che ebbe uno sviluppo notevole, specialmente se confrontata con la maggior parte dei centri canavesani.
Testimonia tale stato di cose sia la presenza di un luogo fortificato controllato direttamente dagli uomini del borgo, sia la formulazione, da parte della comunità, di un primo importante corpus di statuti nel 1343.
Una successiva edizione delle leggi comunali fu compilata nel 1422 e fu di diretta emanazione dei Biandrate.
Dalla lettura di queste ultime normative si può notare come la presenza dei feudatari nell'amministrazione interna del borgo fosse divenuta costante: ogni aspetto della vita pubblica tendeva, in tal modo, a essere controllato dai signori.
Il risentimento e l'odio verso i feudatari spinsero i sangiorgesi, nel 1518, a invadere e a saccheggiare il castello.
Gli storici non escludono che a fomentare la rivolta siano stati gli stessi Savoia, i quali intendevano colpire, in tal modo, si marchesi del Monferrato.
Questi ultimi erano, di fatto, ancora i signori legittimi e del luogo, in base alle investiture imperiali: solo nel 1631, con la pace di Cherasco, San Giorgio passò definitivamente sotto il governo sabaudo.